La prima escursione

Lunedì 20 novembre 2017

Oggi ho in programma un’escursione a piedi da Hakone Yumoto fino al lago Ashi, seguendo la Tokaido, una delle antiche strade che collegavano Kyoto a Edo.
Inizio la giornata con un bel bagno caldo, poi prendo l’autobus per Hakone Yumoto. Giretto veloce dei negozi e inizio a incamminarmi verso il lago. Per fortuna incrocio un signore che attacca bottone (da dove vieni? dove vai? al lago a piedi? brava! il lago è dall’altra parte) e nel tornare sui miei passi il suddetto mi fa entrare in un negozio di dolcetti tradizionali nel quale, a quanto pare, ci si può servire da soli di tè caldo da un paiolo fumante. Mi versa una tazzina di tè, mi compra un dolcetto appena preparato, ancora tiepido, e si dilegua. Io rimango come un’ebete nel negozio col tè in una mano e il dolcetto nell’altra e per sdebitarmi col Giappone intero, compro un altro dolcetto da mangiare lungo la via.

Eccolo qua. L’incarto dice “tsuki no usagi”, il coniglio della luna, ma non so se è il nome del dolcetto o quello del negozio.

Imbocco finalmente la strada giusta che nel primo tratto, a dir la verità non sa di nulla. Poi comincia a inoltrarsi nei boschi e ora sì che è come me l’ero immaginata! La strada lastricata è stata ripristinata in più punti e qua e là ci sono cartelli informativi sui sistemi usati nell’antichità per consolidare le rocce che la tracciavano. Purtroppo tutto in giapponese, quindi guardo solo le figure.


Da Yumoto a Motohakone, sul lago, sono circa 12 chilometri di sentiero che si snoda (una volta usciti da Yumoto) nei boschi con un dislivello in salita di più di 700 metri. L’unico segno di civiltà che incontro per la via, oltre a tre vecchietti che fanno il mio stesso tragitto, è questa casa da tè, l’Amazake Chaya (chaya vuol dire appunto “casa da tè”), dove mi fermo a bere, guarda caso, un amazake, che è una bevanda bollente ricavata dal riso fermentato.



Riprendo il cammino e piano piano arrivo a destinazione, giusto per l’ora di pranzo. Il tempo non è dei migliori e la vista sul lago con il torii galleggiante e il monte Fuji sullo sfondo è un tantino diversa dalle immagini da cartolina che si vedono su internet…

E il Fuji dov'è?
Inoltre c’è molto vento e fa anche freddino, quindi rinuncio alla crociera sul lago e rimango a visitare il tempio, raggiungibile tramite una lunga scalinata che ha inizio dal torii immerso nell’acqua che si vede nella foto sopra.




Poi torno in riva al lago e sono già le quattro, fra poco inizierà a fare buio. Quindi mi concedo una merendina veloce prima di salire sull’autobus che mi riporterà all’ostello…

Mitarashi dango!

…e mentre sono lì che me la pappo il cielo finalmente si apre e appare Lui!


Un’ultima nota su questa giornata: rientrata in ostello, dopo un ricco ammollo nell’onsen, rimango nella sala comune a chiacchierare fino a tardi con un’altra ospite della struttura, una ragazzina di Hong Kong che vive in Giappone e sta viaggiando con un amico. Scopro così che in tutto l’ostello ci siamo solo noi tre (e dormiamo tutti nella stessa stanza). Ecco perché nell’onsen non trovo mai nessuno! Bassa stagione forever!

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